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martedì 13 marzo 2012

Tu da che parte stai?

Vi ricordate lo spettacolo di Celentano RockPolitik , dove il cantante divideva il mondo in rock e lento?
Con tutta l'ammirazione che ho per Celentano, mio idolo dei 20 anni, penso che fare politica non è il suo forte.
Molto meglio quando canta. Non perché non rispetti le sue idee, ma perché detesto i cantanti che fanno predicozzi politici, così come detesto i politici che cantano...se poi come alcune nostre vecchie conoscenze del passato governo fanno tutte e due le cose....allora son dolori.
Comunque, quella teoria del dividere il mondo (politico e non) in due settori ben precisi, è una cosa che assolutamente non condivido. Invece ogni piè sospinto mi trovo a dovere incasellare una cosa come destrorsa o sinistrorsa, della serie:  l'universo è destrogiro o levogiro?
Ci sarebbe da cominciare un lungo discorso su cos'è la politica e cosa sono la destra e la sinistra, non mi ci addentro. Dirò solo che ogni parte o partito politico ha un suo programma e degli ideali a cui ispirarsi (o almeno così dovrebbe). E la nostra appartenenza dovrebbe tenere conto di questi punti programmatici dei partiti. Oggi invece noto nella gente una confusione totale.
Forse non solo oggi, anche ieri era così, ora però, proprio a causa di una certa perdita dei valori delle parti politiche, la tendenza a miscelare  privato e pubblico, idee e ideali, gusti personali e idee politiche, si è molto dilatata.
Se ieri (intendo ai tempi della mia gioventù) era di sinistra andare in giro coi capelli lunghi e l'eschimo, almeno però non si aveva la pretesa di riconoscere la fazione di una persona dal tipo di risotto che preferisce, o schedarla se consulta Wikipedia oppure ha la cattiva abitudine di piratare su internet.
Un po' esagerato, ma ci stiamo quasi arrivando. Avendo io alcune idee "progressiste" ad esempio su OGM, staminali, nucleare e viabilità, sono spesso tacciata di essere fascista, o peggio "leghista" perfino dal mio coniuge. Ma scusate tanto,  perché l'essere di sinistra deve sempre e solo abbinarsi all'oscurantismo retrivo anti-progresso?
Oppure c'è qualche motivo serio che impedisca ad uno di destra di essere favorevole alla medicina alternativa, partecipare al Gay Pride o fumarsi una canna?
So che nel programma dei partiti di sinistra c'è un impegno contro l'energia nucleare. So pure che gli ambientalisti costituiscono una linea politica tendente più a sinistra. Tuttavia mi rifiuto di assorbire un'idea politica in blocco, senza un minimo di criticità,  mandando all'ammasso il mio cervello.
Bisogna superare la "mistica" del "sinistra" è tutto ciò che è "verde" e naturale, come l'omeopatia o il parto in casa. La scienza non ha colore politico. Ci sono esperimenti, statistiche, prove, studi, e pubblicazioni, che mi informano e mi rendono conto di ciò che è avanzato, dimostrabile, attendibile. Su questo mi potrò fare un 'idea, e sarà mia, personale e apolitica.
 Poi l'uso che si farà delle tecnologie scaturite dalla scienza potrà essere influenzato dalle ragioni ideologiche o economiche o sociali di una o dell'altra parte politica e su questo ci si potrà schierare.
Ma per favore non confondiamo l'acqua santa col vin santo!

domenica 13 novembre 2011

Non più lacrime e sangue, ma pianti a catinelle e salassi emorragici.

Era il 13 aprile 2008 e qualche giorno dopo scrivevo questo post preconizzatore di lacrime e sangue.
Avevo iniziato da poco il blog, con l'intento di parlare a ruota libera di tutto un po': dagli hobby di una pensionata confinata a casa sua sul carso, alle questioni linguistiche che mi hanno sempre appassionata, nonché di cinema e di letteratura.
Invece ogni settimana successiva, e per molte settimane a seguire mi son lasciata prendere dalla furia di scrivere qualcosa contro Berlusconi. Un istinto primordiale e cieco, che mi ha fatto perfino tagliare i ponti con qualche mio parente e amico.
Voci amiche e benevole mi hanno educatamente e con tatto fatto capire che ero monotona, monocorde e soprattutto inutile, giacche penne più abili e celebri battevano ogni giorno lo stesso sentiero.
Ho quindi perso la verve, e trascurato il blog. Del resto che potevo fare?
Nel frattempo mi sono iscritta a Facebook dove un esercito di pomodori, popoli viola e nemici della casta, ogni ora aggiornano milioni di fans sulle malefatte del premier, ed io trovo sollievo ed una magra soddisfazione nel cliccare "Mi piace".
Ma nel cassetto avevo un sogno: chiudere ufficialmente il blog alla caduta del premier. Magari con un magniloquente pamphlet sulla sua mala-vita e le sue non-opere. Ma che bisogno c'è?
Ora l'imperatore è nudo al cospetto del popolo che liberamente prima lo osannava ed ora reputa che non valga nemmeno la pena di tirargli monetine, o un duomo in miniatura, financo uno sputacchio sarebbe saliva sprecata.
Dobbiamo tenerci tutto ben stretto, adesso arrivano davvero i mala tempora.
Nel film "Aprile" Nanni Moretti guardando Fede che annuncia la vincita di Berlusconi nel lontano 1994, si fuma una canna per disperazione.
In mancanza di canne oggi stappo un prosecco di Valdobbiadene DOC.
Il futuro sarà duro, incerto e in salita, ma volete mettere quant'è bello godersi l'attimo?

mercoledì 2 marzo 2011

Quando si dice: chi lo ha votato?


Ho letto questa lettera di una insegnante a Berlusconi, in risposta alla sua uscita , poi smentita, di denigrazione della scuola pubblica, rea di inculcare valori poco berlusconiani.
La lettera era presente anche su Facebook, dove molti commentavano favorevolmente la posizione dell'insegnante, e dove però ho anche potuto trovare questo commento "dissenziente", molto lungo, di cui trascrivo, con copia-incolla, solo alcuni stralci:
"ma vaffanculo leccaculo comunista dei giudici.parole colme d retorica sessantottina,figlie d un'educazione bigotta e seicentesca.certo,era + bello quando c'era il famoso 6 politico,con cui sicuramente i pseudo-professori ke odiavo,dall'elementari all'universita'come te,hanno fatto carriera e d cui si servivano x andare in vacanza ai primi soli.....si ricordi,insegnante dei miei stivali,ke in uno stato d diritto,nn sono le firme o i talk show comunisti a decretare ki e'destinato a governare,ma i VOTI DEI CITTADINI!qual'ora nn lo sapesse,il 1mo art.della costituzione italiana,cita testualmente:L'Italia e'una repubblica fondata sul lavoro,LA SOVRANITA'APPARTIENE AL POPOLO,ke fortunatamente x noi non e'lei.insegni ai suoi studenti prima a rispettare le regole e,insieme a quei valori ke lei sostiene d 'isegnare,la legge e nn ad incamminarli sulla strada dell'indottrinamento ke x anni ha ingarbugliato una scuola comunista,d sinistra zozza,etc etc"
Lo scrivente sostiene di avere 2 lauree, e non me ne meraviglierei..sapendo purtroppo quanto analfabetismo alberga ormai nelle nostre aule scolastiche e universitarie.
Alle repliche di alcuni, la discussione è infine degenerata in uno scambio di insulti e ingiurie.
Non entro nel merito della questione scuola, ci vorrebbero tomi e malloppi di considerazioni. Vorrei dire solo che il degrado di scuola e università non sono soltanto colpa dell'attuale governo, che ha contribuito però all'affondo finale,
Sottolineo invece i concetti e le argomentazioni del signor pluri laureato (non certamente in lettere spero!). Su cosa si basano? Quali sono le fondamenta del suo sproloquiare? Non mi è chiaro. Forse è stato mazziato e bocciato più volte per incancrenire tale livore nei confronti dei professori...Nel seguito della lettera, dice di non essere berlusconiano, ma" una xsona con 2 lauree,ke mai ha votato x berlusconi emai lo fara',ma ke si e'rotto le palle d questo buonismo e bigottismo da 4 soldi.a me nn me ne frega niente delle feste a casa del presidente del consiglio,della sua vita fa cio'ke vuole,a me interessa quello ke un governante fa d giorno,nn d notte.se sbaglia c penseranno gli elettori e nn lei o io,cosi'si fa in democrazia,ke in ultimo le ricordo,nel caso se lo fosse dimenticato,il suo significato dal greco significa governo del popolo."
Egli invoca la democrazia, che vuol dire , e me lo spiega :), governo del popolo, come se l'insegnante autrice della lettera non avesse diritto di contestare chi è stato a suo tempo eletto da questo benedetto popolo sovrano. Come se la libertà di opinione e di espressione dovessero essere cancellate, in virtù della elezione di un partito (e non una persona!), un ossimoro bello e buono, ovvero eleggiamo chi ci tappa la bocca e ci tarpa le ali e...governa in eterno come un dittatore incontrastato. Nella mia ignoranza, avendo una sola laurea, credevo che, se chi è stato designato premier dal partito eletto con maggioranza, si dimostra inefficiente o peggio delinquente, o magari pazzo che fa senatore il suo cavallo o la sua igienista dentale, può essere sostituito con una persona più degna nell'ambito dello stesso partito "eletto".
Forse non è così, ribadisco quanto ignorante sono, specie di argomenti costituzionali, ma a volte mi pare di essere l'unico savio, in un mondo di incoscienti che si gettano a capofitto nel baratro (effetto senilità?).
Mi conforta sapere che qualche rara persona, annaspante del gurgite vasto del popolo teledipendente-berlusconiano, possa pensare come me che l'autore dello sgrammaticato e livido commento, sia lo squallido specchio di una classe politica intollerante, arrogante e incompetente, che per il bene nostro e della nazione sarebbe auspicabile spazzare via quanto prima possibile.


mercoledì 16 febbraio 2011

Depressione.

LUI (B. ovvio, chi se no?) è tranquillo, vivrà fino a 120 anni e governerà...almeno fino al 2013.
Invece io non so se vivrò almeno quanto basta per vedere un cambiamento. Sono in preda a una depressione nera, non vedo schiarite, fuori il cielo è bigio, ho problemi di salute, e quindi tutto mi si confà ad una visione pessimistica.
Tetre considerazioni su :
1) Donne in piazza. Tante, ma poche, troppo poche per dare un segno che qualcosa sta realmente cambiando. E' bello vedere che ci sono donne serie e oneste che manifestano per la propria dignità. E' triste che nel 2011 ci sia bisogno di questo tipo di manifestazione. Cosa ne avrebbe detto mia madre che nel 1946 (l'anno prima che io nascessi) votò per la prima volta nel referendum monarchia-repubblica? Dopo quel primo passo avanti, tanti ne sono stati fatti, e da ventenne pensavo che la strada dell'emancipazione femminile fosse ormai tutta in discesa. Non avrei mai e poi mai pensato che si sarebbe arenata ad Arcore. Non mi piace l'idea che si debba sempre ricorrere alle proteste per ribadire quello che è ovvio, cioè che l'essere umano di sesso femminile è uguale, ha pari doveri e diritti di quello maschile e ha solo una diversa funzione biologica, e non è merce. Ancora più triste sentire le affermazioni delle "Vallette di Sanremo": Manifestazione? Quale? Per cosa? Non sappiamo cos'è e non ci interessa. Difficile sarebbe stato il contrario per loro, ma quante ce ne sono come loro, ahimé, altrettante di quelle in piazza.
2) Ferrara e la contro-manifestazione, Dal Verme...al lombrico, sempre strisciante e sempre viscido. Non ci sono commenti. Ferrara è come Sgarbi, uno che si commenta da sé. Crede che fare affermazioni paradossali, e spararle grosse urlando a tutto spiano, possa dare la sensazione di dire cose intelligenti.
3) Processo del 6 aprile prossimo al presidente del Consiglio. Vorrei esprimermi in controtendenza, senza tenere conto dell'evidenza dei fatti, dell'ovvietà, delle cose ripetute alla nausea da giornali e oppositori. Una riflessione fantapolitica alla Ferrara insomma, che egli sia davvero perseguitato dalla magistratura fin dal 1994, l'anno in cui decise di entrare (anzi scendere, come dice lui) in politica. Procedo, in linea con la mia formazione scientifica, alla dimostrazione di un enunciato benché assurdo, con delle tesi razionali. Primo dubbio sorge nel capire per quale arzigogolato motivo l'opposizione abbia voluto ricorrere sin da subito alla magistratura per far cadere l' avversario. A quei tempi era forse più facile batterlo mettendo un bel legittimo impedimento a causa del conflitto d'interesse, per farlo fuori in modo diretto e pulito senza aspettare di trovare una magagna penale, rischiando magari di non trovarla. Ma ammettiamo che l'opposizione, nella sua cieca e scomposta lotta, si sia fissata con sta cosa della magagna penale. Allora se io sono Berlusca, già allertato nel '94 e anni a seguire, che faccio? Non vado a difendermi MAI, per sbugiardare e delegittimare una volta per tutte la magistratura, e già questo puzza. Almeno però mi trincero in una specchiata vita, in cui sia difficile trovare macchioline che offrano spunti giudiziari. Non mi metto APPOSTA nelle situazioni più scabrose ad offrire il fianco. Questo vuol dire che o è incosciente, o è molto arrogante e sicuro della difesa della sua corte di vassali.
3) Popolo dei vassalli. Guardo esterefatta le facce dei suoi difensori, a cui non scappa neanche da ridere mentre affermano che il premier era nell'esercizio delle sue funzioni mentre telefonava in questura per evitare un incidente diplomatico.
Cicchitto a Ballarò, parlava come se dicesse cose serie. E solo un lieve irreprimibile sorriso d'imbarazzo, traspariva "motu proprio" sul volto di Maroni interrogato sull'argomento da Fazio.
Nelle migliore delle ipotesi i cortigiani con più coscienza, tacciono e si defilano, vergognandosi nell'intimo. Le donne stile Santanchè invece nella tradizione di puttanaio più scalmanato, diventano vere erinni nella difesa del loro padrone.
Ecco, tuttociò pesa grandemente sul mio provato umore, e mi deprime.


martedì 25 gennaio 2011

Per quelli che, l'alternativa non c'è..

E se non è Berlusconi, quale alternativa? Ecco quello che sento continuamente, insieme alle parole sfiduciate "tanto sono tutti uguali". E questo detto anche da persone intelligenti, che magari disapprovano la caciara governativa.
Perfino dagli osservatori imparziali, tipo gli italiani all'estero da molti anni, ad esempio alcuni miei "amici" di facebook, sostengono questa tesi.
Ma è vera? Quanto è vera? Sicuramente la sinistra, chiamiamola così, non offre di sé quel quadro di forte opposizione, determinazione, compattezza che ci si aspetterebbe. Del resto non fa meraviglia, il PD, con le sue derivazioni più o meno polemiche, costituisce lo specchio del nostro carattere, litigioso, più fantasioso che rigoroso, più ribelle che ligio. Questo non significa affatto che non possiamo avere dei governanti credibili, li abbiamo avuti in passato, nel pre-berlusconismo e spero li avremo nel post, meglio se con più grinta, meglio se onesti, ma quando si tocca il fondo, non si guarda più tanto per il sottile, prendiamo quello che c'è.
Ognuno ha il governo che si merita, ma il berlusconismo, non è un governo, è un uomo che ha raggiunto il potere grazie ai suoi "meriti" di ricchezza e di controllo dei media, e che ora usa questo formidabile tris per fare tutto quello che gli pare e piace, come e più di un tiranno, o di un imperatore.
Tutta la coorte che lo circonda non è altro che un accolita di prezzolati, gente che detiene poltrone, privilegi e potere e in cambio avvalla questo pazzo furioso come primo ministro di una povera repubblica allo sfascio. Se qualcuno ha dei dubbi, e uno stomaco che regge, basta che ascolti in qualche talk-show questi scellerati, ad esempio la Santanchè...Perfino nel TG ieri sera il ministro Sacconi, alla domanda che grosso modo diceva "Come giudica che anche Vaticano e Confidustria disapprovano la condotta del premier?" Rispondeva con affermazioni generiche e ridicole del tipo: "I commenti del cardinal Bagnasco enucleati dal contesto di un discorso generale, non hanno affatto il significato che i persecutori di Berlusconi intendono dargli. La Marcegaglia, ha riconosciuto come siamo stati bravi a fare reggere l'euro." E cioè come dire, alla domanda dove vai? Uno risponde: son cipolle. Quante al chilo? Vado a Firenze.
E così blaterando con scuse che neppure un bambino di tre anni troverebbe pertinenti e esaurienti: il Premier in casa sua può fare quello che vuole, le fanciulle che vanno alle sue feste sono normali ragazze della porta accanto che partecipano a tranquille cene (uguali a quelle che facciamo noi tutti!), e non si può bollarle come prostitute per qualche regalino del grande generoso. Si fanno i processi in anticipo, si complotta coi giudici, si armeggia per toglierlo di mezzo. Accuse infamanti a cui si risponde, non come farebbe chiunque discolpandosi nella sede appropriata, ma lanciando insulti in diretta, andandosene poi sdegnati sbattendo la porta. Tal quale un bimbo capriccioso che colto in fallo non sa come difendersi.
Queste sono le argomentazioni più gettonate, e poi c'è il famoso: e l'alternativa dov'è?
Ebbene, se vado cercando un altro come lui, è ovvio che alternative non ce ne sono!! Nemmeno se si paventa all'orizzonte un catastrofico passaggio di scettro ai discendenti diretti per successione regale. Se subentra Marina, magari cambia genere di feste, e avremo ministri più carini.
Non sono politologa, non vedo nei meandri dei partiti, ma dico che qualsiasi alternativa, governo di destra senza lui, governo di centro col trio fini-rutelli-casini, governo tecnico, governo di minoranza con l'appoggio esterno, governo esterno con la supercazzola e scapellamento a sinistra....mi va bene tutto, ma liberiamocene per pietà!!

lunedì 17 gennaio 2011

Povero Silvio.

Mi fa davvero pena. Provate a riflettere un po' su questo assioma (o teorema?): un rispettabile signore ultra settantenne, lavoratore indefesso, elargitore di denaro a piene mani a destra e manca, lasciato dalla moglie, si prende degli innocui, diciamo così, passatempi, cenette allietate da canti e stornelli, circondato da amabile gioventù. In presenza pure di attempati "chaperons" come Fede.
Dov'è la colpa? Ovviamente un bieco stuolo di toghe rosse e talvolta nere, mai rosso-nere, si attacca a queste inezie, per montare casi giudiziari, scandali et similia, al solo scopo di ribaltare un governo. Quel governo gestito con mano ferma e giusta, da un salomonico giudice di pace, un benefattore d'animo tenero, che ama mescolarsi col popolo e dal popolo è stato incoronato e unto (no questo anzi viene direttamente da Dio).
Questa volta davvero, davvero, non ce l'ho con Silvio. Come potrei? Lui non ha mai fatto nulla per mimetizzarsi, né tantomeno celare le sue debolezze, ne ha fatto invece un vanto, una bandiera. Da vero macho italico, sfodera complimenti e barzellette, avance alle leader femmine, ammiccamenti alle fanciulle. E la linea difensiva di cui intende avvalersi, è (colpo di scena!) che è già fidanzato. Forse solo un tantinello patetico, perchè l'atteggiamento da merlo maschio fa pensare a tipi alla Buzzanca più che a lui. Ma insomma non è questo che può far cadere un governo. O no?
Stasera ho sentito Cicchitto che dichiarava in TV che se continuano questi indegni attacchi, bisognerà andare alle elezioni anticipate per tutelare la libertà. Libertà di che???? Stiamo zitti va', non voglio scadere in volgarità.
Eccomi al punto, ormai non è più Silvio che mi fa' indignare....sono i Bondi , i Cicchitto, gli Alfano, i La Russa, etc. etc. Non si può certo pretendere che quelle fraschette di regime, Brambilla, Prestigiacomo, Gelmini & C, si rivoltino e mordano la mano di chi le ha messe lì dove si trovano, e dove MAI e poi MAI sarebbero arrivate senza il benefattore.
Ma quegli altri dico io, non si vergognano neanche un pochino? Con che faccia andranno alle riunioni internazionali, a presenziare summit e cerimonie, al cospetto di altri politici e capi di governo, seri e almeno apparentemente irreprensibili. Sarà mica per questo che ci siamo dati anima e corpo agli incontri con Gheddafi? E non sarà mica che stiamo cadendo leggermente giù di tono con Obama, la Merkel, Cameron e altri?
Con che faccia, un po' così, ed espressione un po' così, continuano a comparire in TV a difendere con parole senza senso e formule di rito ritrito, un personaggio dalle colpe così lampanti da risultare indifendibile. Quale prezzo rende "responsabili" tanti politici così schierati?
Cerco di immaginarmi, ma mi riesce molto difficle, un leader di sinistra alle prese con situazioni analoghe. Il governo Prodi è caduto perchè la moglie di un ministro è stata colpita da un avviso di garanzia. Il ministro si è dimesso, ed era giusto. Ma se avessimo beccato Prodi con le mani nel sacco, anzi sotto le gonne di un fanciulla minorenne, cosa sarebbe successo? Anche se il popolo l'avesse difeso a suon di ovazioni: "W il mortadella che s'è svegliato e scafato", cosa di cui dubito, ci avrebbero pensato i compagni a defenestrarlo subito. Qui non è in gioco la moralità di un leader, né la libertà di fare quel che gli pare, e neppure l'investitura popolare col voto. Se così fosse, la democrazia vuol dire che una volta eletti, si può fare tutto quello che ci sconfifera, in barba a leggi, etica, regole e costituzione? Non è democrazia: è un regime di corrotti.


giovedì 9 dicembre 2010

Venderigola in piazza.


A Trieste, in piazza Ponterosso, un tempo c'era il mercato di frutta verdura e altri generi. Ora è stato ridimensionato a qualche bancarella singola, facendo acquistare devo ammettere, maggior bellezza e nitore alla bellissima piazza sul canale Grande e la chiesa di Sant'Antonio sullo sfondo. Peccato che poi venga invaso sempre più spesso da quei gazebo in plastica e metallo prefabbricati per mercatini e sagre ogni due per tre (ma questa è un'altra storia).
Oggi ricordo il mercato, solo perché nell'ascoltare e leggere le ultime novità sulla piazza politica, mi viene in mente questa canzone popolare triestina: " Son de mestier venderigola in piazza.." Ben ricordo le venderigole, cioè le signore che vendevano appunto le merci nelle bancarelle in piazza, e vorrei precisare che rispetto questo mestiere e nel paragone che vado a fare, nulla di ingiurioso vorrei fosse associato al lavoro faticoso e onesto di quelle persone.
Si tratta solo di una figura retorica che possa render l'idea di merce e mercato, che poco e nulla dovrebbe aver a che fare con l'esercizio delle funzioni sociali e di responsabilità che i nostri rappresentanti politici sono chiamati istituzionalmente a esercitare. Invece ci tocca assistere a questo squallido spettacolo di pubblica compravendita di voti e astensioni, per salvare quello straccio di governo sbilenco e e soprattutto le chiappe di quell'innominabile presidente corrotto e spudorato che ci affligge.
Se avessimo ancora un briciolo di dignità dovremmo mandare tutti a casa a calci, e riprendere le redini di una nazione allo sfascio.
DOVE, mi domando dove e come sia possibile tollerare questa corruzione istituzionalizzata e sbandierata come se fosse normale, l'asta dei voti sulla pelle della gente. I compromessi, si sa fanno parte del gioco politico, i voltagabbana, non sono una novità, ma mai e poi mai si era vista una cosa cosi evidente e becera, quasi si trattasse di scambio di figurine all'uscita di scuola di innocenti bimbi sotto l'occhio vigile delle mamme e maestre.
Tralasciando le cose più bieche e zozze, come i singoli deputati che si vendono per denaro, saldo di mutui e per privilegi materiali, mi hanno particolarmente scandalizzato le dichiarazioni di Pannella che tentenna, disposto a trattare sia pur per giuste cause. Non ho parole abbastanza indignate per definire quel deputato dell' IDV. Ed ora pure i finiani son disposti a trattare....
Lo sconforto, dopo la piccola esultanza dei giorni scorsi, mi sta assalendo, al peggio non c'è mai fine, vedo un enorme buco nero davanti a me, che sta per inghiottirci...come nei film di fantascienza.

sabato 13 novembre 2010

EVV..VAI!!


Ci siamo...anche per me pessimista di natura è ormai chiaro che siamo agli sgoccioli per il berlusca. L'ipotesi più nera e tetra che mi viene in mente è che dopo l'ormai scontata sfiducia e conseguenti (benché renitenti) dimissioni del cavaliere, si vada alle elezioni anticipate e che rivinca lui!
NOOO!! Ipotesi tragica, che faccio solo a scopo di scongiuro, ma non si sa mai, purtroppo, con il popolo bue, che è stato capace anche di acclamare un dittatore che annunciava l'entrata in guerra e quindi la rovina della nazione.
Ma cerchiamo di essere positivi e di prevedere il meno peggio, cioè un governo tecnico, oppure un berlusconi-bis come vuole l'Umberto, ma senza berlusconi, quest'ultimo ossimoro che hanno proposto i finiani, sarebbe come dire uno zabaglione senza uovo, e mi lascia molto perplessa, perché lui non ce lo vedo proprio a fare da controfigura in ombra ad un altro qualsiasi presidente del consiglio.
Un meno peggio quindi, vorrebbe dire comunque un alleanza di destra, ma come ha detto qualche sera fa' Casini ad "Annozero" (giustamente una volta tanto), oggi parlare di destra o sinistra è assurdo e fuori tempo. Sono stereotipi che non esistono più. Entrambi gli schieramenti hanno infatti alcuni punti comuni, almeno nei programmi elettorali, più lavoro, welfare, giustizia equa per tutti, istruzione, famiglia e lotta all'evasione.
"Dica qualcosa di destra" ha allora sollecitato Santoro a Bocchino. Ed egli ha risposto che l'orgoglio nazionale è una cosa di destra, come anche la "sicurezza" intesa come giustizia e non come giustizialismo.
Ma io dico che questi, se li dobbiamo contrapporre all'attuale governo, son pure valori che ci stanno benissimo a sinistra, perché è da sinistra che fin'ora sono venute le proteste contro gli sputi sulla bandiera, la negazione dei festeggiamenti del centocinquantenario dell'unità d'Italia, e la difesa della magistratura dai continui attacchi di governo, mentre la "destra" attualmente al potere avvalla le posizioni separatiste della lega, e da' addosso a Saviano, con l'accusa di parlare troppo di camorra e mafia (che con la sicurezza niente hanno a che vedere...)
Infatti come è chiaro a tutti gli uomini di buona volontà (solo chi NON vuole vedere, non lo capisce) questo governo non è né destra né di centro, è "berlusconismo" nell'accezione più letterale del termine, cioè governo di un solo uomo per gli interessi solo suoi. Altrochè arrampicarsi sugli specchi come purtroppo fa ancora molta parte della sinistra, che dice che berlusconi non è il male assoluto e non lo si batte attaccandolo.
Invece il male del paese è proprio lui e solo lui, che detiene il potere assoluto in molteplici forme di economia, diffusione e comunicazione, con l'aggravante di diventare con il rincoglionimento senile, sempre più sfrontato e arrogante nel fare solo i cavoli suoi.
A chi dice, ma dov'era Fini in questi anni, e perché si è ribellato solo ora, rispondo che le ragioni possono essere molte, anche e senz'altro il suo trasformismo, incoerenza o cosa volete, ma dico anche che adesso è veramente insostenibile sostenere quel vecchio bavoso fuori dai seminati che continua imperterrito a blaterare barzellette e strullate varie, che vuole varare leggi incostituzionali solo per sé, mentre il paese va a rotoli. Forse Fini ha avuto un tardivo scatto di dignità, e meno male.
Dopo la finanziaria si annuncia la resa dei conti, ed io sento l'incontenibile voglia di urlare al caimano: evviva! VAI, VAI, a fare...qualcos'altro, finalmente, vai a goderti le ville, le regge, le dimore, e lasciaci a leccarci le ferite e faticosamente cercare da destra o sinistra, raccogliere le forze e ricominciare a ricostruire. Sarebbe bello che i 150 anni coincidessero con un nuovo risorgimento italiano. Per la gioia, andrò in Olanda (con mio marito) a farmi una canna.

sabato 16 ottobre 2010

Dio, patria, famiglia.

"Sii benedetta Bandiera !
Benedetta nell'immacolata origine, benedetta nella via di prove e di sventure per cui immacolata ancora procedesti, benedetta nella battaglia e nella vittoria, ora e sempre, nei secoli!"
Queste parole di chiaro significato comparivano nel mio libro di lettura delle elementari (anni '54-'55), e solo ora ho scoperto appartenere ad un discorso pronunciato da Giosuè Carducci nel 1897 a Reggio Emilia, per celebrare il centenario della nascita del tricolore.
Oggi è molto discutibile tutta quella retorica. Oggi fa sorridere quel termine "immacolata", benedetta e magari vergine già che ci siamo. Perché è fatta così, e di tre colori? Qui si racconta qual'è il senso dei colori e della forma. Per essa e per il significato ad essa connesso i due studenti e patrioti bolognesi Zamboni e De Rolandis morirono nel 1797. Insomma è un simbolo forte e dietro ad essa ci sono lotte, conquiste e la storia travagliata di una nazione che arranca per diventare moderna, civile, democratica, libera.
Quindi, forse perché allevata a suon di ideali "Dio, patria e famiglia" inorridisco davanti a certe notizie tipo: Niente tricolore per gli alpini caduti in Afghanistan. Oppure per la presa di posizione del carroccio sul tricolore, oppure per la difesa dei simboli padani, in quell'antipodo di paese delle meraviglie che è Adro.
Per essere sincera i tre ideali di cui sopra sono oramai obsoleti e triti anche per me, credo solo nella "mia" famiglia perché resiste inossidabile alle aggressioni del tempo e dei tempi. Però resta il fatto che un minimo di amor patrio dobbiamo averlo, ed è quello che mi fa' sobbalzare quando sento gli insulti all'Italia, quando mi sento derisa e compatita all'estero, quando vedo il cabarettista in doppio petto rappresentarci in europa, come una macchietta malriuscita.
Sono pacifista, se fossi stata maschio avrei fatto l'obbiettore, se fossi vissuta 150 anni fa forse avrei fatto la vile asservita all'impero Austro-ungarico, però mi urta sentire del rifiuto del tricolore sulla bara degli alpini. Ma allora per cosa sono morti? E' un duplice insulto oltreché un ossimoro, barricarsi su queste assurde posizioni anti-patriottiche leghiste. Così, con queste premesse, e con questa gente al governo, ci avviamo alla celebrazione dei 150 anni di unità d'Italia. Ma se chi mangia alla mensa comune romana (o dovrei dire truogolo?), ci sputa dentro, a chi e cosa dobbiamo credere ormai?
Vorrei infine fare una chiosa sulla nota vicenda della sospensione di Santoro, e quindi della trasmissione Annozero. Il gesto di Masi sembra quello del marito che per fare dispetto alla moglie si taglia gli attributi.
Sembrerebbe folle "segare" un programma RAI che porta un sacco di audience e soldi all'azienda, a meno che non si voglia demolire l'azienda stessa. Il che non sarebbe una cosa poi tanto strana e nemmeno rara, molti servizi pubblici hanno codesto vezzo, e lo so anche per esperienza personale. Ma a parte ciò, c'è in gioco il diritto degli ascoltatori, ovvero di quel popolo sovrano sempre invocato nei comizi berlusconiani. Come osano impedirmi di scegliere cosa guardare in una TV definita pubblica? L'usa criminale del servizio pubblico è proprio lui, il Berlusca a farlo, convertendolo in un coro unanime di consensi lecchini a suo uso e consumo assolutamente privato, né più, né meno di mediaset.
Nel sentire in chiusura ad "Annozero" tutto il pubblico cantare "la libertà" di Gaber, confesso di essermi emozionata. Ormai i nostri veri eroi, i carbonari dei giorni nostri sono questi, quelli che combattono il despota con le sue stesse armi mediatiche, evviva Santoro, Biagi, Augias, Travaglio e tutti quelli come loro.

venerdì 30 luglio 2010

Larga l'intesa...stretta la via.

Sarà un bene o sarà un male? Parlo delle liti all'interno del PdL . Non saprei, mi sento un po' come chi ascolta i vicini di casa, antipatici e prepotenti, bisticciare minacciandosi e tirandosi dietro stoviglie. Che fare? Intervenire, perché altrimenti c'è il rischio che ci danneggino la casa, o lasciare che si rompano i corni fra loro..con segreta, infantile e un po' sadica gioia? L'ultima opzione è una tentazione troppo forte, e del resto mi domando sempre, ma come fanno alcuni rappresentanti del governo, apparentemente meno peggio di altri, che abbiano un minimo di dignità, ad avallare tutte le stronzate del premier?
Come è possibile chiamare "della libertà" un partito che a dispetto del nome, ha un solo capo assoluto, incazzoso contro chiunque lo contraddica, che si fa' forte solo dei quattro imbecilli ipnotizzati dal grande fratello che lo votano senza saper perchè? Prima o poi (purtroppo il poi è molto in ritardo) la resa dei conti doveva arrivare. Il "traditore" Fini si è ribellato ed ha perfino osato dire che Berlusconi ha un strano concetto di democrazia....Ma va'? Come e quando se s'è accorto? Un improvviso scatto di dignità? Saranno sufficienti i suoi fedelissimi a mettere in crisi il governo?
Intanto il Bossi, con la sua innata raffinatezza alza il dito medio contro i finiani rei di aver rotto i patti col Berlusca (ma lui si è dimenticato di aver fatto uguale uguale nel 94) e dice NO ad un eventuale governo tecnico.
Ma se da un lato sarebbe auspicabile una spallata, grazie alla breccia apertasi in questo sciagurata accolita di delinquenti, che ci vuole coraggio a definire governanti, da un altro fa' paura il baratro che si intravede in questo delicato frangente economico italiano, per una eventuale bufera pre-elettorale.
Con un lugubre sesto-senso derivante forse dall' echeggiar del mio nome (Cas-sandra), da molto tempo desidero e temo la disfatta del nanerottolo dalla faccia ormai gialla, vizza e bizzosa. Nella mia veste di veggente sibillina in precedenti post predicevo ahimè che fino a quando l'amaro calice non presenterà il suo fondo di fiele al popolo italico, esso non si risveglierà dal sonno prima beota, ed ora cieco.
Per questo non so cosa augurarmi: il male minore mi sembra quasi quasi rappresentato dai Casini e dagli ex-margheriti, con la loro litania sul governo di larghe intese. Basta che non siano troppo larghe però!

martedì 6 luglio 2010

Que reste t-il?


Questa bellissima canzone, tra parentesi rovinata dal cavalier-cantante di crociera, mi fa pensare alla finanziaria.
Quasi ogni giorno il severo provvedimento di Tremonti, a seguito di continui attacchi e rimostranze perde qualche pezzo per strada.
Ha cominciato Bondi, scandalizzato che gli hanno tagliato fondi senza avvertirlo. A seguire enti culturali scientifici e di ricerca, che prima cancellati in parte sono stati ripristinati.
L'università già super tagliata è in sciopero, come il pubblico impiego.
Tagli alle regioni? I presidenti anche filogovernativi protestano. Gli enti locali sono in subbuglio, la lega mugugna. Spesso alcune trovate estemporanee, come abolire le tredicesime agli statali, già abbastanza mazziati, o allungare i 40 anni di anzianità per la pensione, sono subito cancellate...
Condoni?? Si, no, non lo so.
Lotta ai falsi invalidi, ma come? Più controlli? Regole e rigore sulle commissioni mediche? Macchè, invece alziamo il punteggio per poter fruire dell'assegno di invalidità, vera o falsa che sia.
Bisogna essre invalidi all' 85%, contrordine : basta il 74%, contrordine sul contrordine... Un passo avanti e due indietro, giocando sulla pelle dei poveri invalidi veri.
Ma che idee poco chiare!!
Questo accade non tanto perchè la manovra è rigida e draconiana, come si conviene ad un paese sull'orlo del collasso, ma perchè la mannaia si abbatte a casaccio, la mano destra non sa quel che fa la mancina (non sinistra, potrebbe essere fraintesa), il capoccia e i suoi fedeli sono in tutt'altre faccende affaccendati.
Di questo passo il federalismo diventa una chimera, e incomincio a nutrire qualche speranza sul crollo di questo becero governo.
Ebbene, si, perchè molti votanti della lega, non sono solo rintontiti dalla Tv e dal sogno berlusconiano. Molta gente del nord, operai e lavoratori hanno cangiato la vecchia ideologia marxista in ideale federalista. Al posto della falce e martello han messo la chiave inglese della loro officina, e il registratore di cassa della loro impresetta, gente volenterosa e rigorosa nel lavoro e nel pagare i tributi, ma che ci sia un ritorno però!
Ormai è chiaro che il ritorno non ci sarà.
Però il dilemma è: sapranno i nostri compagni cavare il ragno dal buco?

sabato 19 giugno 2010

Laddove contano i fatti, non le parole.



Quasi guarita dal blocco dello scrittore (braccio destro ingessato), torno a compilare i miei appunti di confine.
Vorrei porre l'accento su questo video, da osservare e ascoltare con calma e attenzione, per capire. Ecco è "CAPIRE" ciò che mi ossessiona di più in questo ormai quasi ventennio berlusconiano.
Senza nessuna polemica, dopo un training autogeno per liberarmi da ogni forma di ostilità e intolleranza, cerco di entrare nella mente degli elettori "silviani". E cosa trovo? VUOTO pneumatico, il vuoto quasi assoluto, che è difficilissimo da ottenere in laboratorio, ma non in tante teste italiche, basta munirsi di un certo numero di giornali e TV.
E' stupefacente come tante menti, se vuote, possano essere riempite a piacimento, e si convincano quindi di cose inesistenti, solo sulla base di quello che ha detto e dice il cavaliere errante, che erra nel senso di sbagliare, non purtroppo di vagare, magari altrove..lontano da me.
Ecco che il ponte di Messina sorge dalla spuma del siculo mar come venere. E le leggi "ad personam" diventano salomoniche leggi per liberare gli italiani dal giogo della magistratura. Il "coso" di Mestre, da lungo brodo in ballo fin dai tempi di Prodi, appare una "grande opera" di Silvio, mentre l'amore, che sprizza da ogni poro del popolo liberticida, plaude alla Gelmini che partendo dalle elementari, dove ha proibito ogni discriminazione nei confronti dell'italiano, ha espletato in modo esaustivo il progetto 3 I (Inglese, Internet,Impresa), cablando tutto il paese, da nord a sud, sostituendo l'inglese al dialet, e finendo col trasformare l'università in una grande Impresa: impresa entrarci, impresa finirla, impresa far fruttare la laurea ivi eventualmente conseguita.
Ma forse, quei soliti sinistri figuri hanno "cercato" i più scemi del villaggio da intervistare. Statiscamente dovevano comunque essere in molti gli scemi, se è vero che in piazza c'era ben un milione di silvio-festanti.
Meno male che Silvio c'è, sennò le fette di salame potrebbero anche cadere dagli occhi miopi di tante persone.

mercoledì 2 giugno 2010

BUCHI NERI.

Da dove comincio? Dal grande buco profondo 100m che si è aperto a Guatemala City che ha inghiottito un palazzo di 3 piani? O dal buco nei conti dello stato che hanno "costretto" il povero cavaliere a varare controvoglia le drastiche misure anti la crisi-che-non-c'è? Oppure potrei parlare della voragine in cui sta cascando la nazione Italia, anzi la Repubblica italiana, e ne parlo proprio oggi nel giorno del suo compleanno.
Ultimamente sono stata un po' "vacante" sul fronte politico. Un po' perchè mi piacerebbe staccare la spina, un po' per le mie vicissitudini private che mi costringono all'uso della sola "sinistra"(intesa come mano, e non ideologia!), e rallentano la mia già non perfetta performance dattilografica.
Ma tacere sulle ultime novità sarebbe criminoso. Sto passando un momento buio e in questi casi uno sfogo verbale o scritto, o entrambe di solito si dimostrano catartici.
Inizio dalla fine: l'esilarante intervento telefonico, isterico, del premier in diretta a Ballarò. Stizzito dalla dichiarazione dell'IPSOS sul calo di gradimento che lo riguarda. Sondaggi fasulli a suo dire. E menzogne quelle del vicedirettore di rebubblica che ha nientemeno osato citare le parole precise 'ntifiche del cavaliere, pronunciate due anni fa' a sostegno e difesa degli evasori, come ognuno potrà verificare dall'ascolto delle registrazioni. Del resto chi non crede alle parole, può valutare i fatti: lo scudo fiscale, e i vari condoni per chi son fatti?
Ed ora consideriamo i tagli. Si sa che queste misure son sempre dolorose, non ho gioito neppure quando Prodi ci ha imposto l'una tantum, per entrare in europa. E tantomeno potevano piacere Visco e le sue promesse di lacrime e sangue. Però non è necessario un dottorato in economia per capire che se sacrifici erano necessari 4 anni fa, oggi lo sono di più e ancora di più lo saranno domani se non ci decidiamo a farli. Come una piccola carie dentale, se curata quando è piccola farà piccolo danno e minimo fastidio, se invece procrastinata porterà a una grossa voragine nel dente e magari lo perderemo.
Forse qualche italiano comincia a capirlo, e prima lo capirà meglio sarà per tutti.
La mia vocazione a fare la CasSANDRA mi rende pessimista e mi fa sempre temere il peggio.
Stabilito che i sacrifici sono necessari, bisogna vedere quali.
Nessun bene può derivare da questi tagli indiscriminati ai servizi e allo stato sociale. Penalizzare i pubblici dipendenti, se qualcuno lavora già ora poco e male, servirà solo a disincentivarlo ancora di più, e penalizzerà chi invece fa il proprio dovere.
Disastrosa poi la scelta di chiudere enti culturali e di ricerca, soprattutto (parlo delle realtà locali che conosco meglio), non si può mettere sullo stesso piano il prestigioso Osservatorio Astronomico di Trieste, già diretto da Margherita Hack, e la Filologica Friulana. Con tutto il rispetto per quest'ultima istituzione, se un privato la vuole mantenere, allora la sostenga, ma ben altro è un organismo scientifico a livello internazionale, le cui ricadute possono essere un bene per la nostra crescita e il nostro futuro, come è spiegato meglio qui da mia figlia, che all'osservatorio ha lavorato 3 mesi prima di emigrare.
Non mi stancherò mai, finchè avrò fiato, di stigmatizzare questa insensensata malattia italiana di affossare e trascurare la ricerca, manco fosse un bene di lusso a cui si può rinunciare.
La miopia dei nostri governi ci costringerà, senza ricerca, e quindi senza sviluppo e ripresa economica, ad aprici da soli il grosso buco nero da cui presto saremo inghiottiti, anche senza l'intervento degli scienziati pazzi del CERN.

domenica 28 marzo 2010

Poca gioia ha dell'urna.

Sol chi non lascia eredità d'affetti, come dice il Foscolo, mentre gli altri, quelli del partito dell'amore, sai quanta gioia in quest'urna, elettorale, si...peccato.
Qui in Friuli non si vota. E' una giornata primaverile, e il mondo sembra girare per il meglio, ma tra un po' si accendono le TV, e incomincia la solita tiritera sui posti di lavoro persi, sulle proteste degli immigrati, su tutte le cose che vanno a scatafascio.
Speriamo che qualcuno tra i votanti se ne sia accorto, e riesca ad avere la lucidità mentale di non attribuire i guai del paese al pregresso governo, visto che di riffa o di raffa, ormai Berlusconi e i suoi sono al governo da 15 anni.
Si sa che i governi son sempre colpevoli, ma LUI invece no, e guai a rivolgergli qualche critica, non sopporta nemmeno il trito ed innocuo:"piove governo ladro". Sono proprio curiosa di vedere se nel dopo-elezioni i criminosi talk-show, e i faziosi Santoro saranno riammessi alla RAI, secondo me NO, mentre i giornalisti più illuminati come Minzolini e Vespa, continueranno imperterriti il loro cicaleccio.
Comunque chi come me ha avuto modo con satelliti o computer di vedere "RAIperunanotte", può godere di aver gabbato l'abominevole censura in odor di Ceausescu. Non lo sa l'imaginifico Berlusca, che non c'è niente di più allettante che fare una cosa proibita? Infatti al di là delle solite cifre che destra e sinistra si rimbalzano, penso che la trasmissione sia stata più seguita di quando andava in onda in modo regolare.
Poi non si obietti che non c'è contraddittorio, oltre alle interviste di piazza con gli irriducibili amorevoli fans berlusconiani, c'è stata financo un'intervista a Fede, una visione orripilante, al pari del suo datore di lavoro infatti il sedicente giornalista utilizza uno strato di cerone , ed una quantità di tintura per capelli, che basterebbero a truccare una compagnia di guitti per 10 rappresentazioni, almeno.
Che pena, anche questo voler apparire ciò che non si è: suona sintomatico di una squallida tendenza di cui è pervasa la maggioranza dei pidiellini. Lo scorrere inesorabile del tempo, l'invecchiamento, le rughe, la fisiologica caduta di denti e capelli, in una parola tuttociò che biologicamente si definisce "apoptosi", è una proprietà intrinseca della cellula, finanche di quella tumorale, è un fenomeno che chi pretende di sconfiggere il cancro deve studiare, e sa che porta inevitabilmente alla fine. Staremo a vedere se o quanto ingloriosa.

venerdì 12 marzo 2010

Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole.

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non è stato gabbato, e magari l'ha vissuto come ingiustizia, dalla ineluttabilità di regole rigide di qualche concorso, dalle inderogabili scadenze di balzelli, o dagli improrogabili limiti di accesso a qualche servizio.
Non molto tempo fa', ho dovuto sborsare 300 euro, e mi sono pesati assai, per aver dimenticato di segnalare chi era alla guida della mia auto in divieto di sosta. La multa l'avevo pagata subito regolarmente, ma poichè era prevista anche una detrazione di punti dalla patente, in piccolo piccolo, sul retro dell'avviso di multa da pagare, c'era anche scritto che si doveva segnalare, entro 30 giorni, chi era alla guida dell'auto, pena la sanzione salata di cui sopra. Al comando di polizia municipale, dove sono inutilmente ricorsa per evitare il pagamento, mi è stato spiegato dall'intransigente impiegato, che la norma è stata introdotta, perchè molti facevano i furbi contestando la multa e la detrazione di punti, e sostenevano di avevano prestato l'auto senza ricordarsi a chi, e che quindi non era responsabilità loro se qualcun altro, sconosciuto, aveva infranto il codice a bordo del loro veicolo.
Ho chinato il capo e pagato: forse era giusto, non so, ma da me la vicenda è stata subita come una vessazione e un balzello che il comune ha deliberatamente architettato per incassare di più e sanare il proprio bilancio. Ma quel che è scritto nero su bianco va rispettato anche se non piace.
Potrei dilungarmi su episodi simili, di danno e beffa subiti per qualche leggerezza e distrazione nell'osservanza delle norme. D'altra parte le regole servono e spesso ci tutelano.
Ora però mi domando, perchè SOLO per quel partito che ormai detiene il potere in modo prepotente, corrotto ed arrogante, disattendere le REGOLE , non solo non è sbagliato, ma non deve assolutamente essere penalizzato e addirittura lo si vuole far passare per un tranello, un intrigo degli avversari.
E' il partito della libertà di fare quel che ci pare, là dove si puote e anche dove non si puote, e più non dimandate.
Nella mia regione non si vota, peccato. Saprei come votare, anche se venissero riammessi gli esclusi. E mi appello anche a chi ha avuto fiducia in questo partito e l'ha finora votato. La democrazia consiste anche nel penalizzare chi ci delude. Purtroppo nutro poche speranze che il buon senso abbia la meglio.
Ma quello che maggiormente mi deprime, è che il presidente della Repubblica, la figura istituzionale di garante della democrazia e della costituzione in questo paese, pare aver perso ogni lucidità e capacità di giudizio. Perchè? Non riesco a spiegarmelo.
Mi vengono solo in mente le tristi vicende dell'insediamento del fascismo in italia, e quello che fece il re in quelle circostanze. Firmò sempre TUTTO quello che gli venne proposto dal duce, dalla dichiarazione di guerra, alle leggi razziali. E scappando al momento della resa dei conti si è meritato non a caso il soprannome di "re fellone". La sua degna progenie può solo cantare canzonette e non può certo ambire a qualche credibilità.
Ora non sto augurandomi che Napolitano vada in esilio, ma almeno in pensione sarebbe il caso che ci andasse.

venerdì 5 febbraio 2010

Impedimenti.

Me lo immagino così, davanti al padreterno, con la sua solita tracotanza da impunito!!
Devo riderci su per non piangere, pretendere di essere al di sopra della legge, anche se solo quella umana, è talmente fuori dai seminati che sembra roba da Caligola o altri imperatori scoppiati.
Giovedì sera non ho resistito alla tentazione di vedere Annozero. Questa trasmissione insieme a quella di Augias, Le storie, in onda alle 12,40 su Raitre, sono le sole che vedo in RAI (abbonamento cheap...ma per 2 sole cosette così, un po' caro).
Ma mentre L'Augias quotidiano me lo posso godere all'ora di pranzo, solo da quando sono pensionata, e non mi fa mai andare nulla di traverso, la serata con Annozero diventa l'incubo del mio cagnetto, che di solito dorme serenamente sul divano accanto a me, ma poichè è un cane sensibile e pauroso, sentendomi alzare la voce e fare i commenti indignati ad ogni intervento di Ghedina, si spaventa e scappa sotto il tavolo. Ovviamente ieri sera si è parlato di giustizia, di mafia, delle rivelazioni di Ciancimino figlio e del processo breve.
E' inutile che faccia il riassunto, chi vuole può vedere la replica sul sito RAI, vorrei solo esprimere alcune mie riflessioni, che ovviamente non interessano nessuno, ma lo devo al mio fedele cagnolino. Mentre Travaglio faceva la sua relazione dei fatti, pensavo:" Se un alieno superpartes sbarcasse qui e vedesse la situazione italiana , che idea potrebbe farsi? "
Constaterebbe che esiste un parlamento, delle leggi morali e materiali, una costituzione, una magistratura per amministrare la giustizia e far rispettare le regole, e un sommo pontefice che sorveglia la moralità degli individui, insomma delle regole ben precise per un paese democratico e civile. E poi con grande meraviglia, constaterebbe che c'è un capo in odore di aver disatteso alcune regole (anche morali), ma che vuole esserne al disopra, e i suoi ministri lo proteggono e lo agevolano, il sommo pontefice lo assolve. Non solo, ma tutto il governo da lui presieduto, è contro la magistratura, che è considerata un covo di cospiratori, e la popolazione, che deve assoggetarsi alle regole che lui rifiuta, lo plaude.
Pazzesco no? Non occorre essere alieni per capirlo, ma fingiamo di esserlo per non farci influenzare dai Travaglio e dai Santoro. Anche sforzandomi però non riesco a trovare logica questa situazione.
L'intervento di Giorgio Bocca, è stata l'altra cosa che mi ha fatto riflettere. Guardo quel grande vecchio con estrema ammirazione. Dall'alto della sua intoccabile e inavvicinabile saggezza può permettersi di parlare fuori dai denti senza ipocrisia, e rispondere all'osservazione provocatoria di Santoro: "Lei critica il sultano, ma gli italiani lo hanno votato" e lui prontamente ribatte un secco: "E hanno fatto male!" Bellissima puntualizzazione, chiara e semplice che nessuno ha mai il coraggio di fare! Gli italiani sbagliano, hanno sbagliato ad avere fiducia in Mussolini, e solo la tragedia li ha fatti (momentaneamente) rinsavire. Si scrivono trattati e si spendono fiumi di parole per giustificare il largo consenso di Berlusconi: perchè? Perchè sembra del tutto ingiustificato, i fatti sono tutti a suo sfavore: l'occupazione è in grave stato di allarme, lui dice di avere abbassato le tasse e parla demagogicamente dell'abolizione dell'ICI. Ma in realtà i numeri dicono che la pressione fiscale è invariata se non addirittura aumentata. Ognuno può constatarlo obbiettivamente nelle proprie tasche. Sono tutti felici e contenti, ma poi scavando c'è scontento tra operai, imprenditori, commercianti, pensionati, insegnanti, precari, studenti e ricercatori. Da quali categorie nasce quindi il grande consenso al sultano? In una puntata delle storie di Augias, di cui sopra, il giornalista del Corriere Pierluigi Battista dice che secondo la sua opinione si vota il PdL perchè dall'altra parte non c'è nulla di meglio, un po' come ai tempi della DC, quando i partitini erano o troppo piccoli o troppo faziosi, e l'altra unica alternativa era un improponibile Komunismo in odore di stalinismo. Secondo Battista perciò gli italiani non votano "PRO" Berlusconi, semplicemente non votano nemmeno PRO opposizione, diverso sarebbe il voto se si esprimesse un "CONTRO".
La spiegazione mi convince fino ad un certo punto, se ci fosse un vero scontento la gente andrebbe a dare un voto di disapprovazione, magari anche se non troppa convinta. L'alternanza del bipolarismo dovrebbe servire a questo. Invece noi italiani votiamo per "L'uomo carismatico", siamo alla ricerca freudiana dal Grande Padrone che guida con mano ferma, ma è anche buono e paternalistico (e incarna anche un po' dei nostri difettucci, così ci può perdonare meglio).
Senza Berlusconi il PdL sarebbe già affossato da tempo. Penso purtroppo che debba passare ancora molta, non acqua, ma merda sotto i ponti, perchè ci sia una alzata di testa da parte del popolo. Nel frattempo saremo sommersi.

venerdì 8 gennaio 2010

Castelli in aria.

Se qualcuno dopo un film su sky o un DVD, ieri sera ha fatto come me zapping e si è trovato su "Annozero" in dirittura d'arrivo,e lì è rimasto, magari per farsi 2 risate con le vignette di Vauro, ebbene mal gliene incolse. C'era poco da ridere. Abbiamo assistito alla performance del senatore Castelli che ha fatto una figura a dire poco meschina, sbraitando contro un'insegnate siciliana precaria che a 36 anni e con 2 bambini si lamentava del suo precariato, facendo un comizio, come l'ha definito lui.
La precaria tra l'altro ha detto: "La lotta alla mafia incomincia dall'educazione a scuola.."Il futuro mio e della mia generazione è affidata ai nonni pensionati, senza i quali non avrei una vita dignitosa.. " "Lo stato ha contribuito alla mia formazione, e oggi mi si dice che non sono più utile" "Chi si lamenta vuole dire che c'è un problema, non esasperare gli animi, voi del governo cosa avete fatto?"
La "risposta" del senatore Castelli: "Ma lei come pensa che i nostri padri abbia costruito l'italia, con la pappa fatta? Sa cosa faceva mio padre? Ma lei sa cosa ho fatto io? Mi alzavo alle 4 del mattino per andare a lavorare.. e tornavo alle 2 di notte...".
Penoso, mi pare di sentire un padre che rimbrotta il figlio lavativo che prende brutti voti. Ai miei tempi, io studiavo e lavoravo...e tu invece sei fannullone. Ma si da il caso che la maestra in questione non sia lavativa, anzi vuole lavorare...
Se Castelli ha fatto una vitaccia alzandosi presto al mattino e poi si è realizzato, buon per lui, vuol dire che il lavoro ce l'aveva. Gli insegnanti precari o i lavoratori senza stipendio dell'Omnia, non hanno forse gli stessi diritti?
Ai nostri tempi, caro ministro (lei è del '46 e io del '47) si poteva essere orfani o figli di bidelli, come me, e laurearsi e poi trovare un lavoro e a 30 anni essere indipendenti, e avere progetti per il futuro. Per quanti oggi è così? Se Castelli con Formigoni era in una classe con altri 40 bambini, ed ha imparato qualcosa, vuol dire che all'epoca si poteva contare su insegnati bravi, magari non pagati al meglio, ma col pane quotidiano assicurato. Perchè un maestro di oggi deve vivere alla giornata? Risponda a questo, invece di affermare che i giovani sanno solo lamentarsi e non sono positivi, e vogliono la pappa pronta. Di quale pappa va parlando? Di quella sottratta con la finanziaria all'istruzione e ricerca? Proprio mentre gli altri paesi europei investono nel futuro dei giovani e nella ricerca come assicurazione del progresso del paese, in italia si taglia.
Oggi i giovani si lamentano e pensano che a loro sia tutto dovuto...Mia figlia non si è lamentata, si è rimboccata le maniche, come consiglia il senatore, ha fatto la valigia ed è andata in olanda dove la sua laurea in fisica e il 110 e lode valgono qualcosa. Cosa offre oggi l'italia a quelli come lei? Risponda, risponda senza tergiversare e parlare di aria fritta e propinarci i sermoncini con le sue esperienze da libro cuore (delle quali, con licenza parlando, chi se ne frega), risponda magari senza essere offensivo...come quando dice: "Ma di cosa si lamenta, lei è una bella ragazza.." Poteva concludere: "vada a fare la escort" lì il lavoro c'è.

martedì 5 gennaio 2010

Buoni propositi.

Ebbene sì, voglio fare buoni propositi, anch'io pervasa dall'aura di bontà natalizia e dalle proprietà benefiche dei colpi di "duomo" (ho solo un piccolo S. Pietro di bronzo...ma ho provato ugualmente a batterci ripetutamente il capo, inutilmente, in cerca di amore).
Potrei per primissima cosa propormi di non parlare più, mai più, dell'uomo Primo e Unico, Unto Eletto e Amato, intoccabile presidente del consiglio.
Darei non so cosa per poterlo fare. Anche i miei familiari mi disapprovano, dicono che sono ossessionata e monocorde. Un PDL con altro segretario e un governo con alternanza di presidenti del consiglio, cosa non peregrina in democrazia, opererebbero il miracolo di farmi tacere. Potrei iniziare un blog di lavori all'uncinetto come mi ha suggerito mio genero.
Invece così come stanno le cose, ci vorrebbe un vero stravolgimento di natura, altro che miracolo, un sole di mezzanotte che gira in cielo con aloni di fuoco, forchette che si piegano con lo sguardo, e mobili che danzano il sabba in salotto. Solo questo mi libererebbe dall'ossessione.
Oppure per non pensarci dovrei fare come ho fatto in questi giorni festivi: balck-out di giornali, radio, TV. Giornate di pranzi e incontri con parenti e amici. Serate di partite a carte o monopoli.
Poi però, ogni bel ballo stufa, e dopo l'epifania, tutti in riga, al lavoro, a dieta..e alle solite incombenze. Apro il giornale...Brunetta ricomincia da UNO, cioè propone di iniziare la riforma costituzionale dal primo articolo: "L'italia è una repubblica fondata sul lavoro". Ma come vuole correggerlo: NON è una repubblica? NON è fondata sul lavoro, ma sull'evasione? E' una rebubblica fondata sul precariato? E' una oligarchia di fannulloni?
Più condivisione di riforme tra destra e sinistra con inciuci per salvare l'attuale governo, e insabbiare i processi. E il PD approva. Più poteri al presidente del consiglio, e meno parlamentari, con meno poteri. E Napolitano fa' le sue omelie di capodanno tra un nugolo di amorini cinguettanti che gli volteggiano sulla testa.
Mi sono subito stufata e sono passata a fare un po' di parole crociate, per dimenticare.
PS : si vuole riabilitare Bettino e intitolargli una via o qualcosa. Bene!! Una conferma della memoria cortissima dell'italiano. Ieri si tiravano monetine, e oggi si santifica. Ma anche: oggi si ama e si inneggia e domani...chissa? Così se ci sarò potrò dire....l'avevo scritto sul blog.

lunedì 14 dicembre 2009

Clima irrespirabile (e non solo metereologico).

"Perchè mi vogliono male?" Si chiede il premier in ospedale, ferito al viso (necessiterà altro leggero ritocco di chirurgia estetica?), ma anche metaforicamente al cuore, nello scoprire che un italiano, uno solo su cento forse, lo odia.
Intanto già si da fiato alle trombe del "Di chi è la colpa di tanto odio strisciante " Ovviamente dei soliti magistrati rossi.
Oppure del clima irrespirabile che sta attossiccando il nostro paese.
Dove nasce questo clima di odio? Provate a leggere un po' Il Giornale , o Libero, o qualche blog di destra , o certi siti su Facebook, o ascoltate i TG di Fede e di Minzolini, e vediamo dove c'è violenza verbale.
Chi manda a morire ammazzati i componenti della corte dei diritti europea? Chi sputa sulla bandiera e incita a prendere il fucile per la guerra di secessione padana? Chi invita a denunciare i clandestini, musulmani e rom? Chi ha dato in TV pubblicamente dei "coglioni" a quelli che non votano PDL? E chi più ne ha più ne metta, la violenza verbale che sento nei talk-show mi ha costretto a spegnere la TV, gli insulti quotidiani contro chi la pensa diversamente da loro mi hanno costretto a cancellare alcuni "amici" dalla mia lista, l'inevitabile bagarre che ne segue, mi hanno costretto ad evitare come la peste argomenti di conversazione connessi alla politica.
In controtendenza a tanto odio intanto il PD e Napolitano esortano a un clima più disteso. Tuttavia essere "distesi" non significa letteralmente stendersi sotto gli zoccoli duri della destra, e fare gli agnelli che si prendono le colpe anche del loro padre che ieri inquinò l'acqua a monte di dove oggi beve il lupo. Chi si fa agnello, il lupo... e quel che segue. Tutto questo coro di solidarietà, di partecipazione, di lutto, mi da il voltastomaco. Intendiamoci, non sono affatto d'accordo con la violenza nè con i metodi violenti, sia verbali che fisici. Quindi non sono d'accordo nemmeno con la violenza dei poliziotti che manganellano gli studenti che protestano. Non posso essere d'accordo con quella parte di polizia che ha massacrato quei pacifici noglobal al G8 di Genova. Non mi piacciono i lanci di oggetti ai rappresentanti del governo, neppure se sono in disaccordo con la loro politica, ma se tali rappresentanti sono furbacchioni dediti in primis ai loro interessi, tali rimangono anche se vittime di pazzi squilibrati. Io sto con DiPietro e la Bindi, meno ipocriti di tanti loro colleghi.
Chiarito ciò, mi sorge spontanea una domanda, e invito tutti a porsela. Per la precisione le domande sono due.
1°) Perchè Berlusconi ha suscitato tanto odio da fare perdere i freni inibitori a dei normali cittadini? Per quanto fossero odiati e poco stimati nessuno ha mai tirato cavalletti o modellini del duomo, nè a Prodi, D'Alema, Amato, Fanfani e nemmeno ad Andreotti o Almirante.
2°) Bisogna mettersi d'accordo se si tratta dell'aggressione di uno squilibrato...beh in tal caso è stato un incidente, che chi ama fare i bagni di folla, prima o poi deve mettere in conto, e quindi ci si mette un velo pietoso sù e si passa oltre, magari pensando a come risollevare questo paese disastrato. Oppure, come già sostiene qualcuno, è una trama terroristica, un attentato di matrice politica, e in tal caso bisogna prendere seri provvedimenti. Per prima cosa domandarsi cosa c'è che non va, e dove sta sbagliando il superfavorito eletto con tanto consenso popolare, se non sa prevenire la formazione di gruppi terroristici in patria. Come minimo porsi un dubbio su cotanto consenso popolare. Poi consigliare all'unto prediletto di starsene un po' più in disparte, non sempre in piedi sui predellini a fare da bersaglio. Quando io cadevo dalla bicicletta a forza di fare pericolosi equilibrismi, mio padre mi mollava un ceffone e dovevo tenermelo insieme al ginocchio sbucciato.

mercoledì 28 ottobre 2009

Sfogo fuori programma.

Non so cosa ne pensino gli altri 4 gatti che condividono il mio antiberlusconismo, ma l'intervento telefonico di ieri sera dell'amato premier alla trasmissione "ballarò" mi è sembrato il farneticare di un aspirante dittatore sull'orlo di una crisi di nervi. Forse è colpa della scarlattina, magari aveva anche un due linee di febbre che lo facevano straparlare. Ma dico io, un po' di pudore quell'uomo non ce l'ha? Dove si è visto mai un intervento in diretta per fare i predicozzi al conduttore, su una trasmissione, "senza contraddittorio" dice lui, ma allora La Russa e Alfano cosa ci stavano a fare?
Sono allibita, penso che nemmeno Fidel Castro o Peròn facessero questi "proclami" fuori programma. Che garanzia della libertà e della costituzione c'è in Italia? In che razza di povera Italia, vile serva di dolore ostello, nave con un nocchiero pazzo, bordello e schiava delle TV commerciali, mi tocca vivere e forse morire?
Sto toccando il fondo della disperazione, come cittadina non mi sento tutelata, mi sento in gabbia, temo per il futuro dei giovani, dei nostri figli. E mi sconvolge l'idea che tante mie coetanee che hanno fatto o vissuto il '68, che hanno promosso l'autocoscienza della donna e il femminismo, ora, completamente rimbambite dai proclami e dai programmi di mediaset, votino e inneggino quell'uomo. E grazie a quegli scellerati e speranzosi voti egli vada continuamente blaterando il ritornello: sono qui a spadroneggiare col voto del popolo, il popolo mi ha eletto e quindi nessuno osi toccarmi, chi mi critica è comunista, etc etc...
Ogni volta che sento queste affermazioni da parte di Berlusconi e suoi accoliti, mi viene un senso di disagio e ribellione che mi spingono a "odiare" codesta malnata progenie. Possibile che la mia generazione abbia creato un tale popolo d'imbecilli?
Poi la mia indole razionale e accomodante mi spingono a riflettere e a cercare di immedesimarmi in questo "popolo". Non si tratta ovviamente di una entità astratta, nè di un essere da prendere per il collo, a cui far aprire gli occhi, magari con gli spilli come in arancia meccanica. Si tratta di persone normali, con problemi familiari, con un bilancio da quadrare, con attività lavorative, con figli da educare, con nonni a cui badare, con beghe condominiali, e tutto un tran tran di quotidiano.
Se parlo con un singolo componente del famigerato popolo, e ci confrontiamo su come e dove fare la spesa, o si conversa di vacanze e del più o meno (che non tocchi però questioni politiche) trovo magari un soggetto simpatico, con cui si può stare in sintonia. Poi all'improvviso una banale scintilla (possono essere le più diverse: la notizia di cronaca del gay malmenato, la donna col burka, la pressione fiscale, il maestro unico, la pillola), ed ecco che la trasformazione Jekill-Hide avviene prodigiosamente sotto i mei occhi attoniti, e il mite soggetto di cui prima, scatena il suo livore, schiuma rabbia dai denti, accusa e insulta, difende con le unghie un suo diritto e una sua proprietà mai attentati nè ancora violati da alcuno. Ecco il "travet" della porta accanto tramutarsi in uno spadaccino difensore d'un altro ben più grande e nobile Cavaliere, un fiero e contradditorio promotore dell'italianità, ma anche del suo orticello e della sua regione, dal sò dialèt; dell'etica e della religione cattolica, ma anche del libertinaggio e del voyerismo qualità maschili per eccellenza; guardiano dei valori morali, ma anche furbetto che non disdegna un occasione di profitto, sia pur poco lecita; accanito difensore dei propri diritti acquisiti, nemico di tasse e balzelli, ma grande aspirante di servizi sociali. Chi è costui? Non è neppure inquadrabile in un contesto di destra o sinistra. E' l'inconsapevole pedina delle ambizioni sfrenate della degenerazione politica, un sordo-cieco, ma non muto purtroppo protagonista de "La Storia" alla Elsa Morante.
Non mi stancherò mai di dire che solo la cultura ci potrebbe salvare, ma forse sarà troppo tardi.