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venerdì 29 agosto 2008

Gostilna na Vagi experience.

Voglio parlare dei "sapori di confine", esatto, proprio quelli che si gustano qui sull'ex-confine italo sloveno a Basovizza, o meglio Bazovica paesetto con più trattorie di case, sede di sagre e ritrovi gastroenologici cultural popolari. Per uno caso fortuito o per rendere fede al detto "quant'è piccolo il mondo", il mio consorte, nella recente vacanza-riunione di ex-marinaretti a Porto San Giorgio, ha avuto indicazione da un suo amico friulano di quanto bene si mangi il pesce a pochi km da casa nostra, appunto a Basovizza nella locanda "Alla pesa" sottotitolo "Gostilna na Vagi".
Di ritorno dall'Olanda col frigo vuoto abbiamo pensato di farci un escursione. Fallimento: la trattoria, molto piccola in verità, era al completo. Qualche sera dopo, esasperati dalla ricerca estenuante di una pizzeria, che di lunedì son tutte chiuse, come i barbieri, abbiamo ritentato alla gostilna in questione, che abbiamo trovato rigorosamente chiusa per ferie fino al 26 agosto.
Stuzzicati ormai sull'orgoglio del chi dura la vince, ieri nuovo tentativo attorno alle 15 pomeridiane, di passaggio abbiam pensato di fermarci a prenotare per la sera. Il cartello perentorio sulla porta sbarrata recitava: chiuso dalle 14.30 alle 19. A casa, ormai abbastanza depressa, ho provato a telefonare, senza contarci molto. Invece con sorpresa mi ha risposto l'energica voce maschia del proprietario Darko che ha preso nota della prenotazione, chiedendo se era la nostra prima volta. Alla mia risposta affermativa ha avvertito che avrebbe fatto lui un menù di benvenuto.

Così è stato: antipasti freddi costituiti da carpaccio di salmone e spada, alici marinate, filetto di cernia pure marinato, insalata tiepida di polpo, "prosciutto di tonno", sarde in savor, e strudel di cozze e bianchetti. Credo di non aver dimenticato nulla...o forse si, perchè qualcosa è stato spazzolato dal coniuge prima che potessi catalogarlo. A seguire, antipasto caldo di crostacei, cozze, capesante, capelunghe, canestrelli, spadellati con un appetitoso sughetto (non gratinati ci ha sottolineato Darko). E già qui il "buco" di vorace appetito era circa colmato. Anche perchè avevamo già attaccato la seconda bottiglia di Tocai del collio, non filtrato e profumatissimo. Invece il padrone, dopo una lezioncina sulla differenza fra scampi, gamberi e mazzancolle, ci ha comunque servito il piatto di grigliata costituito appunto da mazzancolle già pulite, un astice diviso in 2 e filetti di branzino su un letto d'insalata di patate e radicchio.
Il dolce imposto e non richiesto era una pasta crema in versione chic e un altro dolcetto con frutta caramellata. Secondo Gianni non era all'altezza del resto, ma per me si.
In chiusura il "ramazzotti croato" come Darko ha definito il Pelinkovec, e un liquorino di frutti di bosco su base di terrano.

La festa distruttiva è terminata con una passeggiatina in giardino nel vano tentativo di smaltire la sbornia, ma con il solo risultato di assorbire l'umido serotino e risvegliarsi con mal di gola, ossa rotte, lingua impastata e tipico cerchio alla testa post-alcolico. Però meritava.

Altri sapori al prossimo capitolo.

domenica 17 agosto 2008

Sapori esotici.


Merita un post l'esperienza fatta ad Amsterdam in un ristorante etiope. Innanzitutto bisogna premettere che la cucina olandese (vedi post di Ermes a proposito) non è degna di uscite a scopo degustativo, serve a nutrirsi bene o male (più male direi), non certo per il piacere del cibo. Invece Amsterdam pullula di ristoranti etnici, che poi considerando la storia coloniale degli olandesi è la vera cucina locale. Thailandesi e indiani la fanno da padroni, con qualche puntata "esotica" di ristoranti italiani o argentini. Eleonora ci ha accompagnato in questo locale etiope, abbastanza genuino, a giudicare dalla presenza di ospiti quasi tutti etiopi. L'offerta è di cibi semplici e poco elaborati a base di carne e verdure (quelli scelti da noi). Ce ne sono anche a base di pesce, ma non li abbiamo assaggiati. La pietanza viene servita in un grande piatto su cui poggiano delle specie di crèpes dette injera: pane lievitato di farina di teff (un cereale simile al miglio) che fanno da vassoio per verdure e legumi (confronta con pizza!). A parte viene servita su una ciotola di coccio bollente la pietanza di carne, ad esempio wot uno spezzatino di manzo piccante, o beg a base di agnello o kitfo di carne macinata. Non ci sono posate e per mangiare si deve prelevare con le dita un lembo della crèpe spugnosa dal piattone principale dove sono adagiate insieme a verdure e legumi, e servendosene come di un fazzolettino si preleva un boccone di carne e verdure e si mangia. Mentre aspettavamo che ci servissero, ho osservato i vicini di tavolo, una bellissima ragazza etiope, con un tizio forse dutch, che elegantemente si serviva di minuscoli pezzi di injera e carne, e mi sono proposta di imitarla, benchè la fame poi all'arrivo del piatto, ci abbia spinto a grufolare, con enormi brandelli di injera avvoltolati sul cibo e ingurgitati a mo' di panino. Al termine, sorvolando sul dolce, che era poco invitante (yoghurt, scaglie di cialda e sesamo) abbiamo goduto della cerimonia del bunna, caffè africano tostato al momento sotto i nostri occhi e nasi, macinato grossolanamete e servito su piccole tazzine senza manico da un brocca di coccio particolare detta jebenà. Detto fra noi preferisco ILLY o Primo Rovis, ma comunque è stato gradevole. Per gli appassionati di pietanze particolari e curiose ecco il link delle ricette: sapori d'etiopia. Non garantisco la fedeltà, ma comunque io ci proverò. Naturalmente prima devo cimentarmi nella cucina nipponica di cui Ermes ed Eleonora mi hanno regalato il manuale (con testo a fronte nippon-english). Dopo l'esperienza delle "Indian recipes", altro regalo Ermetico, che mi ha fruttato un ottimo riso basmati "pilau" profumato alla cannella e cardamomo, ho fatto una disastrosa prova generale sul giappone, a base di sushi, con pesce affumicato al posto del crudo (che aborro) e con riso patna al posto dell' original giapponese, che non ho trovato. Il risultato gustativo era accettabile, quello visivo consisteva in pezzetti di pesce su cui erano rimasti attaccati pochi chicchi di riso, il resto si era appiccicato alle mie mani e scivolato quindi nel lavello. La prossima volta andrà meglio!! Resta l'amletico interrogativo su alcuni ingredienti nipponici: devil's tongue, japanese taro, miso sauce, in compenso ho già in dispensa vari tipi di wasabi in pasta e polvere e ginger fresco e secco. La prossima volta però, mi aspetto da Ermes qualcosa di meno ermetico, ad esempio"La cucina ungherese", o rumena, o bisiacca.

mercoledì 18 giugno 2008

Quadrifoglioterapia.


Raccogliendo le piante aromatiche: fiori di tiglio, melissa, menta, calendula, e le oltre trenterbe che crescono più o meno spontaneamente nel mio giardino, in coltivazione rigorosamente biologica, mi è balzata alla mente l'ipotesi di quanto sarebbe redditizio un e-commercio di tisane online. Why not? Ho tutte o quasi tutte le carte in regola per farlo (pensavo), son biologa, esperta in botanica, hobby che ho sempre coltivato, so fare un erbario e classificare le piante, le so perfino disegnare, la mia tesi di laurea su"Potentilla Tomasiniana Schultz ed altre potentilla a peli stellati" è pubblicata sugli annali di Botanica del Museo di Storia Naturale di TS. Cosa mi serve di più?? Ho consultato un po' di siti di erboristeria online. Delusione. Tanto per cominciare sono quasi tutti estensioni pubblicitarie di qualche ditta o negozio di erboristeria, che vende perlopiù creme anticellulite o bagnischiuma rilassanti. Niente di così naif e biologico come vado cercando. Alla fine però ho trovato qualcosa che rassomiglia al sito che vagheggio, ma leggendo scopro che si tratta di una specie di manuale di medicina olistica, naturopatia, cristalloterapia e fiori di Bach ...Ci risiamo!! Che ossessione questo Bach, voglio proprio saperne di più. Su wikipedia non scopro molto di più di quello che c'è sui siti dedicati alla fioroterapia bachiana. TUTTO sulle norme di raccolta dei fiori e lunghe disquisizioni sul perchè e percome la medicina alternativa è meglio dell'altra. Ma NULLA di nulla sul metodo usato dal dottor Bach sulla scelta dei 38 fiori curativi, se non una vaga indicazione che il suo intuito lo ha aiutato a decidere che la Vitalba cura gli ignavi sognatori e il Mimulus i paurosi di tutto (potrei provarlo con Homer durante il temporale). Su un altro sito trovo la sua biografia, e scopro che pur sopravvivendo a un cancro diagnosticatogli a 31 anni, con una prognosi di tre mesi, tuttavia muore a 50 anni di ischemia cardiaca. Si vede che alla fine la sua fede nel fiore giusto avava cominciato a vacillare. Dopo queste letture ho abbandonato l'idea della vendita erboristica, non ho le basi, nè il talento necessari. Invece ho preso coscienza, anzi ho avuto la brillante intuizione, di aver scoperto un nuovo rimedio superolistico, nel senso che serve a tutto! La quadrifoglioterapia! Non scherzo, proprio no. Nei momenti difficili, in quelli tristi, quando devo prendere una decisione importante, ricorro sempre a questo sistema: gironzolo per un prato, occhi a terra, e se trovo un quadrifoglio, lo raccolgo ed esprimo un desiderio, ovviamente che mi aiuti a risolvere il problema contingente. Per me ha sempre funzionato. Attenzione però, il risultato è garantito solo se trattasi di un quadrifoglio con anomalia fogliare del genere Trifolium pratense, (foto in alto) da non confondersi con la forma quadrifogliare di Oxalis Acetosella, non possiede le stesse vibrazioni. Vedi foto qui sotto.

martedì 17 giugno 2008

Orto, pensione e un po' di laboratorio...


Ecco qui l'anziana madama, intenta alle cure del suo giardino, fatta a mia immagine e somiglianza, anche se in realtà un po' (solo un po') più magra di me. Ieri approfittando di una pausa di pallido sole tra due acquazzoni, ho vendemmiato il filare sud-est di piselli. E ne ho congelato un sacchetto, per i duri tempi invernali.
Ho anche trapiantato dei tageti sifilitici, nell'aiuola avanti alla casa, di solito motivo di vanto, nelle estati scorse con grande profusione di fioriture colorate di tagete, alisso e rose. Come da foto a lato...
Invece quest'anno tra piogge, lumache e formiche, e altre maledizioni bibliche i fiori che ho seminato sono stati decimati. E anche alcuni ortaggi crescono a stento. Proprio nell'anno in cui credevo che la mia totale libertà da impegni lavorativi , mi avrebbe permesso di realizzare un super giardino...Ma pazienza, in compenso mi sto godendo alla grande la libertà: niente sveglia, niente vincoli, niente provette che mi aspettano ansiose di essere processate. Questa pensione è meglio di quel che pensavo. Ora però devo rimboccarmi le maniche per la raccolta di erbe aromatiche. Tradizione vuole che si raccolgano per San Giovanni e si facciano seccare. Qui scopro di avere grandiose lacune e non sò bene poi come userò queste preziose essenze di: calendula, fiori di tiglio, lavanda, maggiorana, malva, menta, melissa, erba luigia, eccetera, eccetera. Ho già sperimentato confezioni di amari ed elisir, ma mi piacerebbe catalogarle meglio e riporle in sacchetti corredati con i foglietti illustrativi delle loro proprietà curative. Il sogno è quello di ricavarne oli essenziali e distillati. Anche se tutto ciò puzza un po' di lavoro laboratoristico...

domenica 4 maggio 2008

Cucina molecolare e biosensorialità da gourmet. Parte I°


Durante 2 settimane di gelo polare, a Padriciano, dove gli iceberg non si sciolgono mai, tale è la primavera quassù, mi sono beccata un raffreddore super, che mi ha tolto completamente l'olfatto. Non so se qualcuno dei miei lettori ha mai provato questa sgradevole sensazione: tutto il mondo pare ovattato in un "silenzio" olfattivo, molto sgradevole. In una frenetica compulsione ipocondriaca, sfogliando wiki e googolando, ho scoperto che non è una condizione infrequente e talvolta per certe patologie è irreversibile...che tragedia! Si perdono molte sensazioni importanti di cui non ci rendiamo conto, come di tutto ciò di cui non sentiamo la mancanza fino a che non l'abbiamo perso. Niente profumo di caffè al mattino: solo una brodaglia calda-amara. Niente interesse a lavarsi e profumarsi, tanto non si sente l'esalazione delle proprie ascelle. Niente repulsione per frugare nelle scovazze, che sono solo un'accozzaglia di rifiuti in un sacchetto, entrando in bagno non si può capire se il coniuge ha mangiato o no gli asparagi. Anche il cane diventa un insulso peluche privo del suo sano odore di cane bagnato, o asciutto, secondo il tempo. Il cibo sembra tutto insapore e sciocco...e proprio questa storia del cibo (per me fonte di gioia e dolori), mi ha indotto a fare alcune riflessioni, e cioè a cosa sarebbe alimentarsi senza le percezioni sensoriali multiple che accompagnano la visione di un boccone, l'introdurlo in bocca, masticarlo sentendone la consistenza sotto i denti e sulla lingua, assaporare l'amaro, il dolce , il salato o l'aspro, (i 4 sapori fondamentali percepiti dalle papille gustative) e soprattutto sentire il profumo e il retrogusto che si sprigionano e colpiscono i recettori dell'olfatto. Tutti e 5 gli organi sensoriali sono implicati nell'atto di mangiare. Sì, anche l'udito, perchè proprio oggi ho letto uno strabiliante articolo che mi ha dato conferma su questa scoperta dell'acqua calda, di cui mi credevo geniale ideatrice: la questione dei 5 sensi legata alla degustazione dei cibi. Pare che nel settore "Science & Research"della Nestlè stiano creando cibi su "misura" per ogni esigenza, sia salutare che degustativa, creati chimicamente o quasi, e l'approccio sia basato sulla sperimentazione di volontari, con marchingegni fantascientifici, tipo un affare che spara qualcosa nelle cavità orali e retronasali della "cavia umana" e con uno spettrometro di massa ultrasensibilile misura le reazioni del soggetto. Oppure il "crostimetro" che capta il rumore dello sbriciolamento di un biscotto o cornflakes. Il tutto per generare cibi che abbiano la consistenza, il gusto, il rumore, il profumo di quello che non sono. Nei laboratori della Nestlè, sembra ci siano al lavoro schiere di biologi, chimici,ingegneri, e.. fisici (pensateci!), provenienti da diversi paesi, dediti a capire, dirigere e anticipare gli appetiti globali. Scandalo? Non direi, se uno decide di sfogliare qualche rivista "IN" di gastronomia da èlite, le novità si snocciolano a suon di azoto liquido, sottovuoti e sifoni generanti spume che hanno sapore di una cosa, ma apparenza di un'altra. Oggi il trend è che sia "del cuoco il fin la meraviglia" e quindi se io decido di fare una cena in linea con i tempi, devo riprendere il camice appeso al chiodo, e mettermi in laboratorio (oops...volevo dire cucina) per sfornare una "sindone" di bistecca su cialdone di pane azzimo, con contorno di foglie di rosmarino aromatizzate alla vongola, su crema di soia al panforte di siena. Ma non si tratta solo di una moderna follia, nella prossima puntata farò una dotta disquisizione sull'argomento.

giovedì 1 maggio 2008

Quando di maggio....


Le ciliegie sono nere.. e le bandiere rosse. Queste le parole di un motivetto che cantava mia. Ora che c'è il riscaldamento globale (meno che a Padriciano) il ciliegio è appena in fiore. E le bandiere rosse rono rimaste solo qui a Padriciano, peccato che abbiano fatto una comparsa così fugace che non sono riuscita a fotografarle. Estremo lembo di terra ove il termometro non sale sopra i 17°max. Si, lo so che qui siamo a 300 m circa sul livello del mare, e siamo in settentrione, però 10-12° C mi sembrano pochi comunque, e comincio a credere al catastrofismo meteorologico di Mario Tozzi. Neve a pasquetta, freddo cane il 1° maggio, e magari a natale fioriranno le aspidistre. E so che in Olanda c'è gente che gira in maglietta a maniche corte! Uff..
Com'è giusto oggi, festa dei lavoratori, ho lavorato in giardino, approfittando di una pausa pomeridiana di pioggia, ho trapiantato le calendule, e tolto le erbacce dalle aiuole di carote e prezzemolo, ebbene, si il privilegio di noi pensionati (e pochi altri) è di lavorare mentre il resto degli umani si riposano e riposarci nel resto dei giorni, in cui gli altri lavorano. Ah, dimenticavo, ho fatto anche un delizioso Kugelhupf. Insomma siamo solo in due pare ad aver lavorato sodo: io e il neo-premier, come ama farsi chiamare.

sabato 5 aprile 2008

Lune


Finalmente il week-end! Ne avevo bisogno dopo una settimana faticoooosaaa, sì proprio così, molto faticosa, perchè passata sempre in casa, ed è noto che in casa ci si stanca molto di più che sul lavoro, se non altro solo a vedere tutto quello che c'è da fare dentro e fuori. Dentro non ho ancora cominciato nulla, c'è tempo, almeno spero, nei prossimi 10-15 anni di casalinga che mi restano. Fuori invece ho cominciato le semine di ortaggi e di fiori, in vasetti di torba e di plastica, li ho coperti e messi al riparo, perchè c'è bora e di notte temperature bassette. Non ho rispettato, temo, la luna, mi par di ricordare infatti che mia nonna Lavinia, mi raccomandava di seminare il basilico nella settimana precedente la pasqua (luna crescente quindi, anzi piena), ora invece siamo in luna calante anzi nuova...ahimè, non nascerà niente! Vi saprò dire la prossima settimana...Così avrò un elemento di prova "scientifica" da allegare all'eventuale trattazione sull'influenza delle lune sulle piantagioni, crescite di vegetali e di capelli, e altre vicende umane influenzabili dal nostro satellite, secondo le leggende e credenze popolari. Questo argomento infatti mi incuriosisce, se non altro per conoscere come si siano originate tali credenze e mi voglio documentare. Ho saputo di recente da un mio amico, ed ex-collega, che una sua nota su un forum di giardinaggio concernente l'influenza lunare sia stata addirittura cancellata, come cosa da censurare, benchè mi reputi scettica di natura, questa solerzia mi è sembrata un po' eccessiva e quasi oscurantista, e ha attizzato la mia bastian-contraneria al punto da indurmi dopo coscienziosa e oggettiva preparazione in materia di partecipare al sunnominato forum e di controbattere il moderatore così poco moderato. Vado quindi a fare delle ricerche su wikipedia, anche se come dicevo, oggi è vacanza e ho già molto lavorato su google e wikipedia questi ultimi giorni, non a caso sono arrrivata prima nella sfida enigmistica conclusasi lunedì scorso, e sono già ben piazzata in quella appena iniziata...eh, che fatica essere in pensione!