Per inciso, avete notato che ogni anno i fiori primaverili sono in vendita sempre con maggior anticipo sulla stagione? Colpa del consumismo, compriamo a gennaio i fiori per farli morire fuori al gelo o in casa sul termosifone, mettiamo anche questo nel cesto dei beni di prima inutilità, di cui ci riempiamo i carrelli, pur lamentandoci, ogni giorno. Esiste però un risvolto "sostenibile", per dirla con una parola ora molto di moda, a me un po' oscura, anche di questa forma di acquisti. Ci sono le promozioni benefiche: arance per la ricerca conto i tumori, azalee per la ricerca contro "la malattia X", uova di pasqua contro le leucemie, etc. etc. Ebbene io per principio NON compro MAI niente del genere, preferisco dare dei contributi spontanei con bollettini o assegni alle associazioni scientifiche od Onlus, o contribuire in altro modo. Sono contraria a queste collette con la vendita di beni di consumo per finanziare la ricerca, paghiamo già le tasse (o almeno io le pago, e altri dovrebbero), esiste un ministero per la ricerca, che dovrebbe provvedere allle risorse per essa. Inoltre è stato anche istituito quel contributo del 5 per mille (mentre per la chiesa è 8, why??), mi domando perchè bisogna far leva sui buoni sentimenti per far progredire delle ricerche sacrosante che sono nell' interesse di tutti. Una cosa è contribuire agli ospedali in africa, o contro la fame nel mondo, o per opere non istituzionali, uno è chiedere la carità per la RICERCA, tra l'altro solo di carattere medico. E le altre? La ricerca in campo tecnologico, ad esempio quelle di fisica di base hanno portato allo sviluppo di utilissime apparecchiature diagnostiche come TAC , PET e risonanza magnetica, senza vendere manco una nocciolina. Dovrebbe esserci più sensibilità da parte di istituzioni e media, nel far comprendere e apprezzare l'importanza del progresso scientifico e della ricerca in ogni campo, e i finanziamenti dovrebbero avere il contributo anche dell'industria. Proprio adesso per uscire da questa crisi, sarebbe opportuno investire di più nell'innovazione, molto più efficace alla lunga di piccoli interventi tampone. Invece è proprio qui che la scure ministeriale si abbatterà con tagli a ciò che che "non serve subito". Meglio dare i soliti aiuti sotto forma di incentivi alle rottamazioni, non che anche questo non sia necessario, ma certo non è sufficiente.
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venerdì 13 febbraio 2009
Fiori, frutta e opere di bene.
Per inciso, avete notato che ogni anno i fiori primaverili sono in vendita sempre con maggior anticipo sulla stagione? Colpa del consumismo, compriamo a gennaio i fiori per farli morire fuori al gelo o in casa sul termosifone, mettiamo anche questo nel cesto dei beni di prima inutilità, di cui ci riempiamo i carrelli, pur lamentandoci, ogni giorno. Esiste però un risvolto "sostenibile", per dirla con una parola ora molto di moda, a me un po' oscura, anche di questa forma di acquisti. Ci sono le promozioni benefiche: arance per la ricerca conto i tumori, azalee per la ricerca contro "la malattia X", uova di pasqua contro le leucemie, etc. etc. Ebbene io per principio NON compro MAI niente del genere, preferisco dare dei contributi spontanei con bollettini o assegni alle associazioni scientifiche od Onlus, o contribuire in altro modo. Sono contraria a queste collette con la vendita di beni di consumo per finanziare la ricerca, paghiamo già le tasse (o almeno io le pago, e altri dovrebbero), esiste un ministero per la ricerca, che dovrebbe provvedere allle risorse per essa. Inoltre è stato anche istituito quel contributo del 5 per mille (mentre per la chiesa è 8, why??), mi domando perchè bisogna far leva sui buoni sentimenti per far progredire delle ricerche sacrosante che sono nell' interesse di tutti. Una cosa è contribuire agli ospedali in africa, o contro la fame nel mondo, o per opere non istituzionali, uno è chiedere la carità per la RICERCA, tra l'altro solo di carattere medico. E le altre? La ricerca in campo tecnologico, ad esempio quelle di fisica di base hanno portato allo sviluppo di utilissime apparecchiature diagnostiche come TAC , PET e risonanza magnetica, senza vendere manco una nocciolina. Dovrebbe esserci più sensibilità da parte di istituzioni e media, nel far comprendere e apprezzare l'importanza del progresso scientifico e della ricerca in ogni campo, e i finanziamenti dovrebbero avere il contributo anche dell'industria. Proprio adesso per uscire da questa crisi, sarebbe opportuno investire di più nell'innovazione, molto più efficace alla lunga di piccoli interventi tampone. Invece è proprio qui che la scure ministeriale si abbatterà con tagli a ciò che che "non serve subito". Meglio dare i soliti aiuti sotto forma di incentivi alle rottamazioni, non che anche questo non sia necessario, ma certo non è sufficiente.
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